REFERENDUM GIUSTIZIA

22-23 marzo Referendum sulla giustizia: 5 motivi per il NO

In merito al Referendum sulla giustizia del 22 e 23 marzo 2026, che modifica l’ordinamento giudiziario sancito dalla Costituzione, c’è una prima cosa da sottolineare: non è necessario il raggiungimento del quorum come per gli altri referendum.

Questo significa che se va a votare una sola persona, il suo voto deciderà se la legge è approvata oppure no.

Dal momento che il dibattito si è trasformato in uno scontro politico senza entrare nel merito della riforma è plausibile che gli elettori di centro destra si recheranno in massa a votare per il SÌ.

Qui si vogliono affrontare 5 considerazioni per andare a votare esprimendo un secco NO.

CONSIDERAZIONE 1: NO PERCHE’ NON CONDIVISA

La Costituzione della Repubblica è stato il frutto di una ampia condivisione di tutte le forze politiche nel primissimo dopoguerra.

Nella Costituente c’erano intellettuali, ex partigiani. Tutte persone che si erano ribellate, insieme alla quasi totalità dei cittadini, al regime nazifascista con le conseguenze drammatiche della guerra. 

Proprio questa totale condivisione ha reso la Carta costituzionale un modello di democrazia riconosciuto nel mondo.

La riforma della giustizia proposta, che modifica quanto sancito dalla Costituzione, non è condivisa fra tutti i movimenti dell’arco costituzionale, ma è voluta da una sola parte politica. Quindi, non può rispettare la volontà popolare generalizzata.

CONSIDERAZIONE 2: NO PERCHE’ TRADISCE UN GIURAMENTO

Il Governo che vuole attuare questa riforma della Costituzione ha giurato sulla stessa all’atto del suo insediamento davanti al Presidente della Repubblica, garante proprio della Costituzione.

I suoi componenti sono, quindi, spergiuri?

CONSIDERAZIONE 3: NO PERCHE’ AIUTEREBBE LA CASTA

Già con l’attuale sistema giudiziario i politici sono ampiamente tutelati, basta vedere il caso della ministra Santanchè, ed i magistrati hanno le mani ampiamente legate.

Con la riforma la situazione peggiorerebbe ulteriormente, perché la magistratura sarebbe sotto il controllo politico.

Sotto inchiesta andrebbero i giornalisti di Report per svolgere inchieste sui politici?

CONSIDERAZIONE 4: NO PERCHE’ È UN ULTERIORE PASSO VERSO L’ATTUAZIONE DEL PIANO DI RINASCITA DEMOCRATICA DI LICIO GELLI

Il Piano di Rinascita Democratica sequestrato alla figlia di Licio Gelli nel 1985 conteneva le linee programmatiche della P2 per sovvertire il paese. Prevedeva:

  • Abolizione dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori (realizzato da Renzi);
  • Limitazione del peso politico dei sindacati;
  • Riduzione dei partiti di massa a reti di club orbitanti intorno a una oligarchia autolegittimata e a un leader carismatico (realizzato con la c.d. 2° repubblica e con un sistema elettorale che non fa scegliere ai cittadini i propri delegati dal momento che gli eletti sono scelti dai segretari politici);
  • Liberalizzazione e controllo politico della televisione (realizzato)
  • Riduzione del numero dei parlamentari (che non porta un reale beneficio economico, come hanno voluto far credere, ma diminuisce il tasso di democrazia del Parlamento);
  • Passaggio dalla repubblica parlamentare alla repubblica presidenziale (è il passo successivo di questo governo);
  • Soppressione delle province (realizzato);
  • Per quanto riguarda la magistratura, tra gli altri provvedimenti, veniva riportato: a) normativa per l’accesso in carriera con esami psico-attitudinali preliminari; b) distinzione delle carriere fra PM e Giudici; c) responsabilità del Ministro della Giustizia verso il Parlamento sull’operato del PM (cioè un controllo della politica sulla magistratura inquirente); d) riforma del Consiglio Superiore della Magistratura che deve essere responsabile verso il Parlamento (controllo politico sulla Magistratura).

Quanto riportato all’ultimo punto relativamente alla sintesi dei progetti gelliani, mostra una sovrapposizione totale fra la volontà del maestro venerabile della P2 e quanto si vuole attuare oggi con la riforma sottoposta a referendum.

CONSIDERAZIONE 5: RIVOLTA A TUTTI I MERIDIONALI CHE HANNO A CUORE IL SUD

Questa riforma della giustizia è stata scritta ed è fortemente voluta dalla parte politica che ha scritto, elaborato e fatto diventare legge l’Autonomia Differenziata, cioè la coltellata nella schiena per il Sud.

Noi meridionali possiamo fidarci delle loro proposte?

Sicuramente

NO

Fondamentale andare a votare

Votare NO